Progetto Solco
SOL.CO.
Solidarietà Comune- Banca del Tempo
contribuire a realizzare la solidarietà nel territorio;
la Banca del Tempo per valorizzare la risorsa tempo, preziosa e strategica.
parliamone insieme ogni mercoledì dalle ore 19,00 in poi
LAÂ SOLIDARIETA‘
Charles Darwin afferma che uno dei caratteri che ha consentito alla specie umana di sopravvivere è stato la pietà ; la Chiesa, con l’imperativo dell’amore verso il prossimo, afferma la essenzialità dell’altruismo quale elemento d’unione tra gli uomini. Scienza e Religione sono dunque d’accordo nel confermare l’aiuto reciproco quale principio ispiratore dei rapporti tra le persone. La solidarietà è un concetto moderno, che però ha per antenati sia la nozione cristiana della carità , sia quella laica della fratellanza. Per capire il grado di interdipendenza che c’è tra gli uomini è utile osservare il comportamento degli animali; questi diventano indipendenti molto velocemente, mentre l’uomo ha bisogno di stare molto più tempo con i genitori. All’animale basta aver sviluppato il suo istinto, all’uomo occorre tutta un’altra formazione: l’educazione e la capacità di intessere relazioni complesse. Questa dipendenza educativa non si limita, poi, solo all’età infantile o adolescenziale, ma si prolunga per tutta la vita. Più la vita si sviluppa e si perfeziona (come possiamo vedere ai nostri giorni), più diventiamo specialisti e più dipendiamo dagli altri (che sono specialisti nei campi diversi dal nostro). Questo vale tanto per i singoli quanto per le società . Non si deve pensare, però, alla interdipendenza solo come svantaggio, non è un segno di fragilità , ma di arricchimento reciproco. Gli uomini possono fare tantissime cose proprio perchè sono interdipendenti e collaborano tra di loro. La relazione cosciente con gli altri, inoltre, sollecita lo sviluppo pieno della persona; i veri valori, infatti, quelli che caratterizzano le persone (amore, gratitudine, sacrificio per gli altri, rispetto, ecc.), si possono realizzare solo grazie alle relazioni tra esseri umani. Così gli uomini conoscono la nobiltà dei valori spirituali e culturali solo se restano in comunità , lavorando insieme.
In generale la solidarietà è il rifiuto dell’indifferenza, della passività , dell’isolamento, dell’individualismo; è il principio fondante di una società aperta, di una comunità tra eguali. Il bisogno di solidarietà è in forte crescita nella società contemporanea, a fronte dello sconcerto prodotto dai processi di globalizzazione, della crisi dello stato sociale, del prevalere della logica del mercato. Siamo qui nel cuore della società post-moderna, che col suo bagaglio di pratiche di indifferenza e di esclusione, di individualismo e di burocrazia, rende più acuta la domanda di coesione e integrazione. Ma quale tipo di solidarietà è più efficace in questo contesto; è realistico ipotizzare che la gente sia sensibile ad una solidarietà di comunità , dal momento che dentro di noi coesistono di regola orientamenti universalistici e particolaristici. La comunità può essere il luogo che permette agli individui di trovare un proprio radicamento pur aprendosi a prospettive più ampie, che favoriscono il riconoscimento dei bisogni e dei diritti degli altri. Una buona collettività si fonda sul riconoscimento dell’esistenza dell’altro e su una virtuosa coesistenza volta alla promozione sociale e umana di ciascuno. In ogni caso nel rapporto solidale non possono mancare l’idea e il sentimento di un bene comune in qualche misura partecipabile. Esempi di solidarietà collettiva ce ne sono tuttora, ma, nella maggior parte dei casi, sono strettamente collegati ad eventi dolorosi e solo se enfatizzati dai mass media; a dimostrazione che sono ormai questi ultimi a gestire anche le nostre coscienze.
Nella ordinaria realtà , purtroppo, la solidarietà non è più sentita come una virtù pubblica, ma confinata a virtù privata, opzionale e residuale, considerata come beneficenza, filantropia, semplice aiuto. Si è smarrito, per colpa di una ideologia prevalente che vede nella individualità il riferimento principale, quel senso di coesione che ha rappresentato un faro per le generazioni passate.  Goccia Sessa intende proporre l’elogio della solidarietà come bene comune, elemento fondante di un patto sociale volto alla crescita collettiva della comunità e di ciascun componente; sollecitare una vera e propria  cultura della solidarietà . E’ necessario abbandonare la convinzione secondo cui tutto ci è dovuto da qualcun altro e riprendere il gusto di una partecipazione attiva alla vita del gruppo di appartenenza, lavorando per il bene comune senza pretendere di quantificare economicamente ogni azione fatta per gli altri. Se questo è l’obiettivo finale è evidente che l’azione solidale non può limitarsi all’opera di un gruppo che si muove in modo isolato, in tal caso verrebbe a mancare quel senso di reciprocità che spinge alla partecipazione. La reciprocità , infatti, invoglia ad agire nella consapevolezza che al momento opportuno del bisogno si diventa usufruitori della stessa azione solidale; tutto ciò potrebbe concretizzarsi con l’avvio di una sorta di attività collettiva dalla quale ognuno trae vantaggio.  Coinvolgimento nella prospettiva di un bene comune partecipabile, è questo l’elemento che può incoraggiare la nascita di una virtù pubblica. Sarà essenziale in questo percorso la partecipazione ed il coinvolgimento non solo delle altre Associazioni operanti sul territorio, ma anche delle Istituzioni Pubbliche e, naturalmente, della Chiesa. Goccia Sessa, ovviamente,  non rinuncerà a offrire il proprio contributo per alleviare particolari situazioni di sofferenza o disagio, anche di carattere sanitario, che caso per caso saranno rilevate.
Un mezzo attraverso il quale realizzare l’obiettivo di una cultura della solidarietà , all’interno della nostra comunità , è la Banca del Tempo. Un esempio potrà meglio chiarirne il funzionamento: se io partecipo alla Banca del Tempo e sono un idraulico posso dare la disponibilità a fornire gratuitamente la mia opera (per un determinato numero di ore, in determinati giorni e orari) agli altri soci della Banca; la disponibilità che ho dato, però, mi attribuisce il diritto di usufruire gratuitamente dell’opera di un qualsiasi altro socio della Banca (sia esso avvocato, insegnante, giardiniere, meccanico, ecc., ma anche soddisfare piccole esigenze come una ricetta di cucina, o l’accompagnamento dei figli a scuola). La gestione delle ore della propria opera prestata e dell’opera altrui usufruita troverà una puntuale contabilizzazione  su uno specifico conto corrente che ogni socio aprirà presso la Banca. Quest’ultima diventa, quindi, un vero e proprio intermediario, non del denaro, ma di una risorsa preziosa e strategica che è il tempo, unità di misura degli scambi di prestazioni tra gli aderenti.  E’ evidente che più concittadini partecipano all’iniziativa, tanto più saranno le occasioni di scambio gratuito di servizi all’interno della comunità . La Banca del Tempo parte dall’idea che è possibile uno scambio paritario fondato sul fatto che gli individui sono portatori di bisogni ma anche di risorse che possono essere opportunamente utilizzate. La costruzione di una rete di solidarietà  tra persone soddisfa questo scopo, offrendo una soluzione alle necessità derivanti da esigenze della vita quotidiana. Un modo pratico, efficiente, utile, per far riemergere quello spirito di solidarietà che da sempre accomuna le persone; ma anche per ricostruire, attraverso il tempo, una propria appartenenza attiva alla realtà sociale  in cui si vive e contribuire a contenere il senso di estraneità , spesso di isolamento e solitudine, che coglie molti cittadini. Senza dimenticare, inoltre, la possibilità di tessere relazioni tra diverse generazioni, favorendo la trasmissione di esperienze e saperi tra gli aderenti. Tenuto conto dell’ampiezza operativa della Banca all’interno del tessuto sociale, è auspicabile l’interesse della Amministrazione Comunale,  che potrebbe agevolare l’avvio di questa nuova esperienza, con cui condividere i valori e le finalità , soprattutto in considerazione dell’utilità che ne trarrebbe la collettività cittadina.