Progetto Ambiente

 Il pianeta è la casa che ci è donata, perché la abitiamo responsabilmente, custodendone la vivibilità anche per le prossime generazioni e oggi la Terra è minacciata da un degrado ambientale di vasta portata, in cui l’eccessivo sfruttamento di risorse anche fondamentali - a partire da quelle energetiche - si intreccia con varie forme di inquinamento.

 In aggiunta, “si avverte la crescente consapevolezza che la pace mondiale sia minacciata, oltre che dalla corsa agli armamenti, dai conflitti regionali e dalle ingiustizie tuttora esistenti nei popoli e tra le nazioni, anche dalla mancanza del dovuto rispetto per la natura, dal disordinato sfruttamento delle sue risorse e dal progressivo deterioramento della qualità della vita“.[1]

Siamo consapevoli che tale situazione dipende da numerosi fattori collegati a comportamenti e stili di vita ormai tipici dei Paesi più industrializzati e che gradualmente si stanno diffondendo anche in altre aree. Si tratta della cosiddetta “società dei consumi”, espressione che sta a indicare un sistema economico che mira a suscitare e incentivare il desiderio di beni diversi e sempre nuovi e che sta producendo un impatto ambientale insopportabile per il pianeta e per l’umanità che lo abita.

Ogni intervento in un’area dell’ecosistema non può prescindere dal considerare le sue conseguenze in altre aree e, in generale, sul benessere delle future generazioni… delicati equilibri ecologici vengono sconvolti per un’incontrollata distruzione delle specie animali e vegetali o per un incauto sfruttamento delle risorse… C’è dunque l’urgente bisogno di educare alla responsabilità ecologica: responsabilità verso gli altri; responsabilità verso l’ambiente“.

Occorre, allora, un nuovo stile di sobrietà, capace di conciliare una buona qualità della vita con la riduzione del consumo di ambiente, assicurando così un’esistenza dignitosa anche ai più poveri e alle generazioni future. Una sobrietà intelligente potrà anche contribuire a rendere meno gravoso il problema della gestione dei rifiuti, prodotti in quantità crescenti dalle società industrializzate. I rifiuti non adeguatamente gestiti divengono veleno per la Terra e per chi la abita, minacciano l’esistenza di uomini, donne e bambini e mettono a rischio le stesse modalità di un’ordinata convivenza sociale. È una responsabilità che chiama direttamente in causa le istituzioni, ma mette in gioco una varietà di aspetti, cui occorre prestare attenzione in un discernimento attento.

Dobbiamo, quindi, rivedere il nostro modo di pensare e di agire per confermare e sostenere quanto stiamo attualmente facendo in fatto di responsabilità ambientale e per criticare e combattere ciò che è irresponsabile e insostenibile. Siamo stati creati come esseri sociali responsabili di promuovere il bene dell’intera comunità umana e della nostra casa comune. Il bene comune esige il giusto rispetto per la terra, l’aria e l’acqua per garantire che, quando noi non ci saremo più, questa terra sia ancora abitabile e produttiva per chi viene dopo di noi.  



[1] Messaggio di Giovanni Paolo II per la 23ª Giornata Mondiale della Pace, n. 1